Pensione avvocati, al via “quota 105”: 70 anni di età e 35 di contributi

Roma – Sono entrati in vigore il primo gennaio 2021 i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dalla riforma della previdenza forense: si tratta di “quota 105”, che ha vissuto un lungo periodo transitorio (la riforma risale addirittura al 2009). Per la pensione di vecchiaia all’avvocato servono due requisiti: 70 anni di età e almeno 35 anni di contribuzione utile, invece dei 69 e 34 precedenti. Per calcolare il contributo soggettivo, l’aliquota sale dal 14,5% al 15%, per i pensionati dal 7,25 al 7,50.

Tuttavia, è ammessa la possibilità di anticipare il pensionamento al raggiungimento di una età compresa tra il 65° ed il 70°, previa applicazione di un coefficiente di riduzione dell’importo di pensione pari allo 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto all’età anagrafica prevista, fermo restando la maturazione del requisito minimo di anzianità contributiva prevista, in via ordinaria, dallo scaglione di pensionamento.

La riforma non tocca quanto già previsto per le pensioni di anzianità e anticipata. Per la prima occorrono 62 anni di età e almeno 40 di iscrizione alla Cassa forense, per la seconda 35 anni, senza penalizzazione con 40 anni di contributi. Ma, se la soglia è inferiore, si avrà una penalizzazione del 5% per ciascun anno fino ad arrivare ai 40.

Si ricorda che la pensione di vecchiaia per i professionisti è attualmente di tipo retributivo.

A riguardo si chiarisce che, in linea generale, nel sistema retributivo la pensione è rapportata alla media dei redditi degli ultimi anni lavorativi, mentre nel sistema contributivo, viceversa, il calcolo viene fatto con riferimento all’ ammontare totale dei contributi versati nell’arco dell’attività lavorativa.

Si alza per gli avvocati, fra l’altro, anche la determinazione della quota di base della pensione di vecchiaia, calcolata sulla media dei redditi professionali, secondo il criterio retributivo citato, che dal 1° gennaio, passa dagli attuali 29 anni a 30.

Il regolamento unico della previdenza è una semplificazione richiesta dai ministeri che vigilano sulla Cassa forense: il testo costituisce un corpus organico di norme che agevola la ricerca delle norme più importanti. Ma per riformare le pensioni degli avvocati è stata nominata una commissione ad hoc, che sembrerebbe orientata verso il passaggio al sistema contributivo secco. L’ente, spiega il presidente Nunzio Luciano, «ha la mano tesa per aiutare gli avvocati di oggi e lo sguardo al futuro, per salvaguardare gli iscritti di domani».

 

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